“Morto ma non fallito. Attraversando lo Stige si discende agli inferi, i peccati capitali, le cose che si vorrebbero capire, la nostalgia di un incubo” così Davide De Agostini spiega l’allegoria che rappresenta in parte la sua vita tormentata di artista, la fierezza di essere stimato ed apprezzato da pochi ma competenti, il suo esentarsi da una vita artistica di routine e la sua consapevolezza di percorrere la strada giusta e comunque l’unica per lui percorribile.
Nelle opere di Davide De Agostini c’è un senso di mistero che attrae e spaventa, che sovverte le regole della nostra “normalità” e, infrangendo lo spazio ed il tempo, conduce oltre i limiti del quotidiano.